Tabaccismo
In ossequio alla voglia di riformismo che si respira da vent'anni in Italia, avantieri si è giunti ad un momento importante: l'elezione a capo dello Stato di Giorgio Napolitano, classe 1925. Ora, se c'è una parola che allegramente fluttua da una parte all'altra degli schieramenti, è proprio l'aggettivo "riformista". I riformisti italiani, emblema dei danni che può fare (come notava Angelo Tasca negli anni '40) quella malattia infantile della socialdemocrazia che è la «paura di non sembrare abbastanza a sinistra», si sono recentemente mutati in strane razze alate, bestie transfughe tra un partito e l'altro. Ed è almeno dai tempi di Craxi che la paura di non essere abbastanza a sinistra si è trasformata nella paura di non sembrare abbastanza di centro. Triste assumere la banale verità che in Italia il riformismo si è, infatti, intelligentemente sposato con l'invito, sempre e ovunque, alla moderazione. Ne nascono idee per partiti moderati di foggie diversissime. È così intelligente, questo matrimonio di idee, che s'è persino deciso di farci un giornale sopra: "Il riformista", appunto - una sorta di Foglio "de sinistra" diretto, fino a qualche giorno fa, da un neo-eletto deputato margheritino. Ma che c'entra questo con Napolitano? Non molto, se questa elezione fosse arrivata a conclusione di un iter normale. Ma siccome tra le prime nominations e la quarta votazione alla Camera abbiamo sentito di tutto...
A iniziare, per esempio, dalla continua evocazione, in ogni declinazione possibile, del noto argomento per cui "siccome-metà-del-Paese-sta-a-destra-la-minoranza-merita-almeno-un-ruolo-istituzionale-importante" (come se, per inciso, votare per l'UDC o per Della Vedova equivalesse a essere di destra). Se questo genere di finezze ce le avesse servite solo la destra, niente da dire. Sfortunatamente qualche araldo di questa tesi bazzicava anche a sinistra: gente che avrebbe meritato di veder vincere il centrodestra (non per venticinquemila, ma per duecentocinquanta voti, magari...) ed esperire di che cosa sarebbe stato capace. Ma ve li immaginate voi le lonze, i leoni e i lupi di questa ipotetica maggioranza, decidersi per una camera ai DS o alla Margherita? La stretegia di fine legislatura è stata quella dei tedeschi in fuga: hanno cercato di fare il maggior numero di danni della maggiore entità possibile e, giusto perché non ci facciamo mancare niente, hanno concluso la loro esperienza di governo con un impressionante elenco di nomine. È credibile pensare che questi, con un nuovo esecutivo e i primi tre incarichi della Repubblica da spartirsi, avrebbero lasciato qualcosa? No, non è credibile. Consci di questo, le teste più illuminate della sinistra, a iniziare dagli ottimi Fioroni e Binetti (ma non li avevamo già visti questi due elementi?), proponevano per il Senato qualche leghista o post-fascista.
Per fortuna costoro e li accompagnatori loro si sono mostrati troppo stupidi per accettare un compromesso del tipo: il centrosinistra propone uno del centrodestra, il centrodestra lo vota; e se non lo vota vuol dire che dall'altra parte non si è disposti al compromesso. Tanto per equilibrare le cose, a sinistra sono stati abbastanza stupidi per non adottare una soluzione simile. Esempio: è accettabile uno come Tabacci alla Presidenza del Senato? Secondo me, sì. Ne sarebbe valsa la pena solo per vedere i leghisti votarlo a ranghi serrati. Rospi così grossi che neppure Borghezio... E invece nulla: la seconda carica dello Stato è andata comunque ad un democristiano - son soddisfazioni, queste. Mission accomplished.
Un secondo fenomeno bizzarro è rappresentato dalle curiose parole del segretario DS Fassino, che in un'intervista al Foglio di sabato 6 maggio ripete paro paro ciò per cui Berlusconi non è stato votato (e ciò magrado cui Berlusconi è stato votato): una sorta di manifesto inciucista da prima repubblica, in cui il segretario della Quercia è riuscito a mettere in fila, pronti per l'uso, i mattoncini lego di una possibile riforma della Carta Costituzionale se possibile peggiore di quella escreta tra i fumi della baita di Lorenzago. Il Quirinale a D'Alema avrebbe dovuto garantire che quest'ultimo sarebbe stato "quello della Bicamerale" - che non "demonizza", che non tocca Mediaset (come se fino ad ora...), e che (bordata strepitosa) avrebbe garantito l'assenza di ogni interferenza tra politica e giustizia. La qual cosa è non solamente l'implicita ammissione di una falsità sul passato (e cioè che fino ad ora le procure siano state politicamente orientate), ma anche l'esplicita disponibilità a controbilanciare quella falsità rendendola vera nel futuro, ma "in negativo": siccome tu dici che io ho manovrato i giudici contro di te, io ti assicuro che d'ora in poi li manovrerò a tuo vantaggio.
Vuoi vedere che chi, come me, riponeva in D'Alema una qualche speranza, tirerà un sospiro di sollievo con l'elezione di Napolitano? Vuoi vedere che ci toccherà davvero rimpiangere Tabacci? Come a dire, "chi lascia la via vecchia per la nuova..."
Saluti

Intelligence
L'uddicina (aggettivo che sembra il diminutivo di un sostantivo anatomico del vocabolario sardo) Erminia Mazzoni, che è molto intelligente, accusa Violante (DS) di attentare «alla credibilita' delle istituzioni alimentando la cultura del sospetto tipica dei peggiori regimi con grave danno per la sicurezza dei cittadini e per la democrazia». Roba forte, specie per chi in questi cinque anni ha prestato la propria opera a chi dice che «il risultato [delle elezioni] deve cambiare». Non male, riuscendo a non ridere.
Il leghista Roberto Calderoli, che è molto intelligente, nel frattempo tira fuori la sua erudizione in materia di legge elettorale, citando il caso di una "lista-patacca" (è vero, ha detto proprio così) che avrebbe garantito circa 40000 voti all'Unione.
Un altro individuo, per l'anagrafe tale Gabriele Cazzulini, potrebbe riuscire a portare toni da cinegiornale nel dibattito di questi giorni - se solo qualcuno leggesse ciò che scrive su ragionpolitica.it, sito del "Dipartimento formazione" di Forza Italia. Costui, che è molto intelligente, scrive: «L'ideologia del declino, il più vile dei pugnali perché puntato contro la serenità degli italiani, stava riuscendo, fino a un paio di mesi prima delle elezioni, a tagliuzzare e logorare anche il tessuto del centrodestra. Poi il braciere dell'ardore berlusconiano si è riacceso diffondendo il calore della forza e dissolvendo i germi della sconfitta anticipata». Infatti hanno vinto.
Bisogna riconoscere, tuttavia che è un vero peccato non avere la possibilità di vedere al governo quei buontemponi di Forza Nuova. Costoro nella sezione "Punti fermi" del loro sito, hanno pubblicato una summa del loro programma. L'estensore, che rimane anonimo ma sicuramente è molto intelligente, sostiene che «FORZANUOVA si batte per l'immediata messa al bando di tutte le organizzazioni massoniche e quelle che perseguono metodi cospiratori o segreti. Questi corpi hanno già colpito e avvelenato il tessuto morale e politico del nostro popolo e pertanto vanno neutralizzati con fermezza. Vanno inoltre messi in condizione di non nuocere i gruppi la cui fedeltà a potenze o lobby anti italiane è chiara e conclamata». Sai che ridere se vanno alla pagina <http://www.girodivite.it/IMG/pdf/elenco_p2.pdf> ?
.jpg)
Faccette nere
Come è di tutta evidenza che la preoccupazione di Bruno Murgia è pari almeno alla sincerità con cui Gasparri incensò Fini dopo il viaggio di quest'ultimo in Israele.
Redivivi moralismi bipartisan manganellano l'istinto renitente a solidarizzare con individui di tal fatta: non si può più fare del sano umorismo in materia di pedofilia violenta, minoranze etniche e religiose, menomazioni psico-fisiche, tesserati a Forza italia... Perchè il rischio è sempre quello: che alla fine un inquisito qualunque come St*race si alzi in piedi a urlare che la nuova destra è meglio della vecchia sinistra.
Allora giochiamo tutti a dire che certe cose richiedono condanne senza colore. E poi cerchiamo di capire perchè, dai panini di Pionati e della Petruni, salta fuori che la somma di tutti i colori, in politica, non regala mai un po' di bianco, ma tanto, tanto nero.
.jpg)
Viva (il) Mangan(ell)o!
Ospiti della serata: Emma Bonino, Fausto Bertinotti, Gianfranco Rotondi. E naturalmente lui, il titolare della più famosa agenzia di lavoro interinale per stallieri: Riscelus Oblivion, primo Duca d'HardCore. Il quale l'ha fatta, come suol dirsi, da padrone. Era in Rai, del resto.






Ultimi Commenti